Un fondamento di informazione significante chiamato Divino

Il filosofo della scienza Karl Popper, in un saggio sulla teoria della conoscenza, dal titolo emblematico: “Tutta la vita è risolvere problemi”, parte dalla considerazione che l’essere umano è un “essere spirituale, almeno finché è in piena coscienza; è un essere spirituale, un Io, una mente, la quale è strettamente legata ad un corpo che soggiace alle leggi della fisica”. [1]

Popper pone, dunque, il problema millenario dell’interazione tra il corpo e la mente, al quale si accompagnano quelli della conoscenza e delle modalità del conoscere.

“Mi presento, dunque, – scrive in proposito Popper – come un realista metafisico che accetta la teoria dello sviluppo e che, come forse posso permettermi di sottolineare, ha introdotto nell’epistemologia il problema dinamico della crescita della nostra conoscenza”. [2]

Nel rapporto corpo mente Popper teorizza anche la presenza di un “mondo 3”, che si relazione a un “mondo 2”, quello psichico e a un “mondo 1“, quello materiale. Scrive Popper. “Chiamo «mondo 3» nel significato più ampio del termine il mondo dei prodotti dello spirito umano; nel senso più stretto, in particolare, il mondo delle teorie, comprese le teorie false; e il mondo dei problemi scientifici, compresi i problemi riguardanti la verità o la falsità delle diverse teorie. In senso lato, appartengono al mondo 3 anche le poesie, le opere, i concerti di Mozart. Ma se si vuole, si può chiamare il mondo delle opere artistiche mondo 4. E’ una questione di terminologia”. [3]

Il “Mondo 3” di Popper è il mondo dei prodotti delle menti umane, che ha una sua autonomia e nel quale si verifica il sorgere autonomo di problemi non pensati: un “mondo” intelligente e problematico.

Il tema del Fondamento e della sua Volontà 

Il concetto di “mondo” intelligente introduce, a mio parere, quello di energia informata o, meglio, di un Fondamento di Informazione Significante (FIS) che agisce (energia E) e agendo dà luogo ad eventi.

“Secondo i fisici – scrive Siegel – la migliore definizione di energia è «il potenziale di fare qualcosa». Questo potenziale si misura appunto come movimento fra la possibilità e l’attualità lungo uno spettro di probabilità chiamato talvolta funzione d’onda o curva di distribuzione delle probabilità. […]. Una parte di questo flusso emergente di energia ha una valenza simbolica, ossia un significato che va oltre il pattern di energia in se stesso. Dal campo delle scienze cognitive sapevo che questo significato simbolico poteva essere definito «informazione»”. [4]

L’energia contiene informazioni e le informazioni sono trasportate lungo onde di energia. Alcuni scienziati, come David Bohm, ritengono che l’universo sia composto essenzialmente di informazioni e che gli schemi energetici emergano da questa base della realtà fatta di informazioni.

Questa Informazione Significante in azione, che potremmo definire Anima dell’insieme dei mondi, della quale le anime individuali sono frattali inducenti eventi, è Informazione Significante Energeticamente Morfogenetica (ISEM). Questa Anima dell’insieme è un’idea della divinità che la mia mente riesce a comprendere; è un creatore comprensibile.

Il concetto di mente implica già l’esistenza di un evento, in questo caso l’evento essere umano Silvano, ossia Io, così come il concetto di Mente Universale implica l’esistenza dell’evento universo, che non è l’unico, ma è una parte frattalica di quell’insieme che Giordano Bruno indicava come “infiniti mondi”. Ne consegue che la Mente Universale (MU) non è il Fondamento.

Il Fondamento del Tutto è Informazione e la conoscenza è la modalità con la quale gli esseri umani apprendono dal Fondamento e interagiscono con il Fondamento.

Possiamo a questo punto pensare ad un Fondamento di Informazione Significante (FIS) che per sua Volontà si attiva come Informazione Significante Energeticamente Morfogenetica (ISEM), la quale dà vita alla morfogenesi di Eventi Energeticamente Informati (EEI).

In questo possibile schema relativo al Fondamento del Tutto, il vero mistero è la Volontà. “Vuolsi così colà ove si puote ciò che si vuole e più non dimandare” (Dante, Divina Commedia, Inferno), afferma Virgilio riferendosi a Dio e alla sua volontà.

Per quale motivo il Fondamento di Informazione Significante (FIS) si attivi in Informazione Significante Energeticamente Morfogenetica (ISEM), la quale dà vita per morfogenesi a Eventi Energeticamente Informati (EEI) è, e rimane, il vero mistero.

Questa mia idea del “divino” è ovviamente assai distante dall’idea del divino dei cristiani, anche se il Prologo del Vangelo di Giovanni, se letto in chiave simbolica, non si discosta di molto da un’idea simile a quella che ho esposto. Il rapporto Arché, Logos, Theos, Zoé non è dissimile, infatti, dall’idea suesposta.

Questa mia idea relativa al “divino” apre ampi spazi alla spiegazione scientifica senza per questo varcare il limite dal mistero. Possiamo ipotizzare che ciò avvenga per ardore (tapas) o per la necessità del Fondamento di conoscersi mediante l’azione manifestativa (il mito dello specchio di Dioniso), dalla quale sorge anche la necessità dell’uomo indicata da Apollo: “Conosci te stesso”. Possiamo ipotizzare che lo abbia voluto per Amore (Eros), incontenibile pulsione vitale della potenza a tradursi in atto. Possiamo ipotizzare infinite altre risposte, ma la nostra domanda sul perché rimane inevasa.

Per Schopenhauer la Volontà è l’essenza universale del mondo e “il corpo dell’uomo non è altro che la volontà divenuta visibile”. (Nachlass).

In questo possibile schema un’Anima Insieme è già Fondamento in azione ed è l’insieme della anime individuali dei singoli Eventi Energeticamente Informati (EEI).

Il concetto di Anima, pertanto, riassume quello di Informazione Significante Energeticamente Morfogenetica (ISEM).

In questo possibile scenario il mondo 3 di Popper è il luogo nel quale si incontrano e interagiscono la Mente Universale (MU) e la mente umana (mu). In questo senso, il mondo 3 di Popper, ha “natura di realtà” ed è “parzialmente autonomo”; “cioè, possiede strutture interne che sono almeno parzialmente indipendenti dal mondo 2”. Non solo. Il mondo 3 può direttamente influire sul mondo 1, ossia sul mondo fisico, in quanto il mondo 2 è il ponte tra il mondo 3 e il mondo 1.

Le leggi della natura, ad esempio, secondo Popper, sono “scoperte”, dagli esseri umani e le successive teorie scientifiche, prodotto dell’elaborazione delle menti umane, entrano nel patrimonio del mondo 3 che si arricchisce, aumentando il patrimonio di conoscenza che per gli esseri umani è pensiero oggettivato, relativamente autonomo, reale e incidente sul piano fisico. Esistono, sostiene Popper, “oggetti che appartengono solo al mondo 3; per esempio, una dimostrazione non ancora scoperta, a cui un matematico oggi lavora e che egli domani scoprirà”. [5] La mente umana, sostiene Popper, “non consiste di semplice consapevolezza, ma è continuamente accompagnata da un sapere che è ancorato alle teorie del mondo 3”.[6]Da qui anche la possibilità concreta che i processi fisici “possano dipendere da processi mentali. [7]

Il rapporto reciproco tra mondo 2 e mondo 1 e tra mondo 3 e mondo 1, mediato da mondo 2, attiva il problema del rapporto tra corpo e mente e tra mente umana (mu) e Mente Universale (MU).

Il rapporto corpo-mente

“Il rapporto corpo-mente – scrive Popper – consiste nel chiedersi se e come i nostri processi di pensiero nel mondo 2 siano legati a processi cerebrali nel mondo1”. [8]

Popper considera in proposito come valido il rapporto “interazione psico-fisica”, dove il mondo 2 e il mondo 1 sono in interazione, così che “nel leggere un libro o nell’ascoltare una conferenza si sviluppano processi di pensiero che influiscono sul mondo 2 dei pensieri del lettore o dell’ascoltatore; e, viceversa, quando un matematico segue una dimostrazione, allora il suo mondo 2 influisce sul suo cervello e con ciò sul mondo 1. Questa è, dunque, la tesi delle interazioni psico-fisiche”. [9]

Il mondo 1 è inoltre influenzato e influenza il mondo 3. “In ogni caso –sostiene Popper – e prima di ogni altra cosa, la mia discussione sull’esistenza del mondo 3 contiene argomenti che, così mi pare, attestano e garantiscono l’esistenza del mondo 2 come intermediario tra il mondo 3 e il mondo 1”. [10]

I miti e la tradizione

Rimaniamo con Popper. La conoscenza si avvale di potenzialità innate: “disposizioni o modificazioni di disposizioni innate. […].Senza disposizioni innate, disposizioni ad imparare – sostiene Popper -, non potremmo mai imparare alcunché”. [11] Tale disposizione ad imparare si avvale poi dell’esperienza e “le storie, i miti e le teorie esplicative sono i primi abitanti caratteristici del mondo 3” [12], il quale costituisce il luogo più importante del processo conoscitivo.

“Io – scrive Popper – immagino la cosa così: che la scoperta del linguaggio specificamente umano dipenda dalla possibilità di fare resoconti, di raccontare cosa avvenne. Questo poi conduce al fatto che a volte i resoconti si colorino di desideri. Ciò avviene nel raccontare storie, e poiché, a volte, queste si contraddicono, sorge il problema della verità, il problema della verità o della falsità di un racconto di un resoconto […]. Allo stesso tempo sorge la possibilità di raccontare favole o di raccontare storie. Queste favole o storie o miti sono anche le originarie spiegazioni teoriche. Gli inizi della scienza presso i Greci risalgono a Omero e a Esiodo; gli inizi dell’arte, i dipinti in grotte preistoriche di caccia di animali sono storie magiche; l’arte egiziana è quella assira sono in gran parte illustrazione di storie o illustrazione della storia di quell’epoca. È così che si arriva allo sviluppo di un mondo 3”. [13]

“Sotto l’aspetto quantitativo, come pure sotto quello qualitativo, la fonte di gran lunga più importante della nostra conoscenza – a parte la conoscenza innata – è la tradizione. La maggior parte delle cose che conosciamo le abbiamo imparate da esempi, o perché ci sono state dette, o perché le abbiamo lette nei libri, o imparando come criticare, come accogliere e accettare le critiche, come rispettare la verità”.[14] […]. “Il fatto che la maggior parte delle fonti della nostra conoscenza proviene da una tradizione, condanna come futile l’antitradizionalismo. Questo fatto tuttavia non deve essere addotto per sostenere un atteggiamento tradizionalistico: ogni tratto della conoscenza tradizionale e anche della nostra conoscenza innata è aperto all’esame critico, e può essere rovesciato. Nondimeno, senza la tradizione la conoscenza sarebbe impossibile”. [15]

I miti, ossia le narrazioni, e la tradizione, ossia l’accumulo di informazioni, inducono a considerarne i contenuti codificati e criptati. Codifiche e criptature, non sempre intenzionali, sono dovute ad un linguaggio metaforico, allegorico, simbolico con il quale sono resi elementi significativi di conoscenza scientifica.

Come scrive Carlo Rovelli: “I miti si nutrono di scienza e la scienza si nutre di miti”[16] e come diceva il saggio Eraclito: “Una sola è la sapienza: conoscere la ragione che governa tutte le cose attraverso tutte le cose” (Fr.41).

Il Logos, azione morfogenetica dell’Arché

La tradizione evangelica ci consente di trovare la dinamica energetica del Fondamento di Informazione Significante nel rapporto Archè-Logos.

Nel Prologo del Vangelo di Giovanni è, infatti, scritto: “Nel Principio (arché) era il Verbo (logos, ndr) e il Verbo (logos, ndr) era presso Dio [theon,ndr] e il Verbo (logos, ndr) era Dio [theos, ndr]”. Egli [il logos,ndr] era, nel principio [archè,ndr], presso Dio [theon, ndr]: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

Il nome del divino è un verbo sostantivato e pertanto sottende un’azione, un agire, un continuo divenire. Théos, infatti, deriva da theeîn, correre e theâsthai, vedere e dà, pertanto, l’idea di un procedere verso l’evidenza, di un continuo manifestarsi.

Il logos è, tra i molteplici suoi significati: vibrazione, potere improntante e illuminante e relazione.

Nel caotico abisso (arché, il Fondamento), origine del tutto, emerge un potere improntante e illuminante, una vibrazione, ossia un’energia, il logos, che sta presso se stesso nel principio, ossia nell’arché (il Fondamento). Il logos è l’Informazione Significante Energeticamente Morfogenetica.

Infatti è scritto che tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. Il logos è, in questo schema interpretativo, il Creatore.

Hunab ku, il vortice centrale di energia

Nella simbologia della tradizione Maya i numeri che vanno dall’1 al 13 rappresentano l’energia dell’universo che pulsa attraverso la rete cosmica ed è presente ovunque. Questi numeri rappresentano l’impulso che tiene tutto in movimento: sono le onde del grande mare di energia.

I sette toni Maya si intrecciano con 20 simboli solari, a costituire il tessuto dell’esistente. Un tessuto dell’esistente che è l’espressione del Grande Spirito e Creatore dei Maya, Hunab Ku: un vortice di energia dal quale proviene ogni cosa.

“«Hunab» – spiega Magda Wimmer – è la parola per significare l’energia divina e «Ku» significa piramide. Hunab Ku è l’autore del movimento e della forma e il suo simbolo è la piramide, che si propone, pertanto, come elemento primario della geometria sacra.

La piramide, conseguentemente, è una forma geometrica strettamente connessa con il manifestarsi dell’energia nella materia; è la forma primordiale della morfogenesi.

Nella Kabala ebraica, lo Yod (sostituito nelle lingue occidentali dalla G) ha il significato di Energia Divina, la quale, manifestantesi come Luce, crea l’universo.

Una G all’interno di una stella a cinque punte (la stella non a caso fiammeggiante della simbologia massonica) è Energia Divina radiante, racchiusa in un campo morfogenetico, caratterizzato dal numero aureo Φ: numero morfogeneticamente dominante nella Natura che ci è dato di conoscere.

Il geroglifico egizio del sole, un cerchio con al centro un punto, ha il significato simbolico di energia – radiante che si espande in un limite e, pertanto, può trasmutarsi in energia – materia. In questo limite, che possiamo considerare simbolicamente come il nostro universo, agiscono vari infiniti (infiniti raggi, infiniti diametri, infinite posizioni possibili all’interno del cerchio, infiniti punti della circonferenza e via elencando). In effetti, questo “ambito” di infiniti è, a sua volta, parte di un infinito di scala maggiore. Ogni infinito è, infatti, il frattale di un altro infinito che “abita” a sua volta in un finito, in un limite e gli stessi limiti sono infiniti. La realtà, pertanto, ci appare paradossale, in quanto i limiti sono infiniti e gli infiniti sono limitati.

Gli esempi potrebbero continuare, ma quel che è importante è prendere atto del come miti, simboli e archetipi, se letti in chiave, ci consegnino significative informazioni scientifiche.

Miti, simboli, archetipi ci rinviano alle leggi della Natura, le quali sono le regole dell’Informazione Significante Energeticamente Morfogenetica che rinviano al Fondamento.

Le leggi della Natura sono il linguaggio, a noi comprensibile, del Fondamento.

Ne è convinto, secondo quanto riporta Iaques Bonvin, Bernardo di Chiaravalle. Scrive infatti Bonvin: “Bernardo di Chiaravalle diceva: Voi troverete più cose nelle foreste che nei libri. Gli alberi, le pietre vi insegneranno quello che i maestri non sapranno insegnarvi”. [17]

Albert Pike, Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del R.S.A.A della Giurisdizione Sud degli U.S.A. , nel suo “Morals and Dogma” scrive: “Le prime Scritture idonee al genere umano furono incise da Dio sulla Terra e nei Cieli. La lettura di queste Scritture è la Scienza. La familiarità con l’erba e gli alberi, con gli insetti e gl’infusori, ci dà profonde lezioni d’amore e di fede, più di quante ne possiamo trarre dagli scritti di Fènelon e di Agostino. La grande Bibbia di Dio è sempre aperta davanti al genere umano”. [18]

© Silvano Danesi

[1] Karl Popper, Tutta la vita è risolvere problemi – Scritti sulla conoscenza , la storia e la politica, Rusconi

[2] Karl Popper, Tutta la vita è risolvere problemi – Scritti sulla conoscenza , la storia e la politica, Rusconi

[3] Karl Popper, Tutta la vita è risolvere problemi – Scritti sulla conoscenza , la storia e la politica, Rusconi

[4] Daniel Siegel, I misteri della mente, Cortina

[5] Karl Popper, Tutta la vita è risolvere problemi – Scritti sulla conoscenza , la storia e la politica, Rusconi

[6] Karl Popper, Tutta la vita è risolvere problemi – Scritti sulla conoscenza , la storia e la politica, Rusconi

[7] Karl Popper, Tutta la vita è risolvere problemi – Scritti sulla conoscenza , la storia e la politica, Rusconi

[8] Karl Popper, Tutta la vita è risolvere problemi – Scritti sulla conoscenza , la storia e la politica, Rusconi

[9] Karl Popper, Tutta la vita è risolvere problemi – Scritti sulla conoscenza , la storia e la politica, Rusconi

[10] Karl Popper, Tutta la vita è risolvere problemi – Scritti sulla conoscenza , la storia e la politica, Rusconi

[11] Karl Popper, La conoscenza e il problema corpo mente, il Mulino

[12] Karl Popper, La conoscenza e il problema corpo mente, il Mulino

[13] Karl Popper, Tutta la vita è risolvere problemi – Scritti sulla conoscenza , la storia e la politica, Rusconi

[14] Karl Popper, Le fonti della conoscenza e dell’ignoranza, il Mulino

[15] Karl Popper, Le fonti della conoscenza e dell’ignoranza, il Mulino

[16] Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Adelphi

[17] Jaques Bonvin, Mégalithes lieux d’énergie, Ed Mosaïques

[18] Albert Pike, Morals and Dogma, Bastogi

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