Contro iniziati all’opera per la shoah dell’individuo

La linea contro iniziatica che ha ispirato dittatori di varie tendenze sta riemergendo travestita da teorie transgender tese ad affermare l’idea di un’umanità indifferenziata, formata da esseri umani senza orientamento biologico e senza identità; un’umanità composta da esseri umani neutri, educati ad un’uguaglianza fittizia che li rende facili prede del nuovo leviatano: un lupo tirannico travestito da agnello social-democratico.

Accade così che nella Svezia del terzo millennio sia stata avviata la “genuspedagogik” tesa a cancellare ogni differenza biologica. Molto democraticamente si tolgono dalla biblioteche degli asili favole come Cenerentola e Biancaneve, ritenute sessiste, in ordine ad una logica che evoca i roghi della Santa Inquisizione, del nazismo e del comunismo.

Il primo ministro svedese inoltre ha comunicato che intende forzare tutti i sacerdoti della chiesa svedese a sposare le coppie dello stesso sesso. Siamo all’emulazione della Stasi, della Gestapo, della “polizia del pensiero” di orwelliana ispirazione.

I seguaci dell’egualitarismo senza frontiere esultano e non si rendono conto (forse!) che dietro alle nuove tendenze si nascondono le teorie che hanno sconvolto l’Europa dalla prima metà del Novecento. Teorie che attingono ad un esoterismo contro iniziatico che intende costruire l’uomo nuovo sulla base di una tracotanza pseudo scientifica, che ha dei padri nei mostri degli pseudo scienziati al servizio delle dittature nazista e comunista.

Trofim Lysenko, il “biologo” di Stalin, voleva modificare la natura attraverso la forza di volontà.

Hitler, con il programma lebensborn intendeva costruire i cloni di un paradigma umano volto a creare una razza superiore.

La creazione dell’uomo nuovo è figlia di un razzismo radicale che attinge a linee esoteriche contro iniziatiche, le quali veicolano l’idea di una razza pura originaria, corrotta dalla presenza di razze inferiori.

La tradizione iniziatica autentica è naturale, non intende costruire un essere umano nuovo e indifferenziato, ma promuovere nell’essere umano la conoscenza di se stesso, della sua irripetibile unicità, che è la base della vera uguaglianza. Siamo uguali in quanto siamo ugualmente e ontologicamente unici e irripetibili, non in quanto cloni neutri. Nella nostra unicità e irripetibilità ci sono i codici ontologici, ai quali si accompagnano quelli della vita, che imprintano le caratteristiche personali. Ci sono poi le radici culturali e gli influssi ambientali.

La tradizione iniziatica autentica, della quale la Massoneria è (dovrebbe essere) testimone, custode e continuatrice, insegna che l’essere umano, in quanto microcosmo, è costituito con gli stessi paradigmi del macrocosmo, ossia della Pýsis, la Natura (la “luce degli uomini”), le cui regole l’essere umano deve continuamente indagare, per conoscerle intimamente, al fine di armonizzarsi consapevolmente con esse, essendo egli stesso natura.

La tradizione iniziatica autentica, della quale la Massoneria è (dovrebbe essere) testimone, custode e continuatrice, propone all’essere umano la ricerca costante delle leggi di armonia che governano l’universo, del quale l’essere umano è parte integrante e significativa. Universo che sempre più si presenta come un sistema relazionale ologrammatico, dotato di informazione semantica.

La tradizione iniziatica autentica, della quale la Massoneria è (dovrebbe essere) testimone, custode e continuatrice, è basata sulla piena libertà di ogni essere umano di cercare se stesso nella sua irripetibile unicità, senza vincoli, il ché implica l’acquisizione della consapevolezza dei limiti naturali, culturali, ambientali nei quali l’essere umano è inserito e con i quali è in relazione, non la loro fittizia eliminazione con esorcizzanti teorie pseudo egualitarie imposte da un potere esterno coercitivo.

L’idea di negare le differenze porta inevitabilmente alla deriva della eliminazione delle differenze, non alla loro consapevole armonizzazione; porta ai campi di sterminio, alla shoah.

I campi di sterminio della eliminazione delle differenze sono un esempio tragico e tragicamente violento del Novecento (todeslager, gulag).

I nuovi campi di sterminio sono meno visibili, non rilasciano nell’aria il tremendo odore della combustione della carne umana; si sono trasferiti dall’hardware al software e, proprio per questo motivo, sono più insidiosi e letali: non cremano il corpo, disseccano la psýché, inceneriscono la mente. I nuovi campi di sterminio sono la shoah dell’individualità e dell’individuo.

Silvano Danesi

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Giornalista
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