I segreti nascosti della Massoneria

Il Rituale massonico contiene significati nascosti, relativi  ad antiche sapienze consegnateci dalla Tradizione e si svolge nel Tempio, il quale è un insieme relazionale di simboli.

In particolare, le forme geometriche sono simboli naturali e poiché il simbolo rinvia all’altro, al mancante del quale è parte in relazione, le geometria rinvia alla regola sottostante; in quanto evidenza rinvia al non evidente.

La geometria delle foglie e della loro disposizione sottende ed evoca, ad esempio, la filotassi dell’albero, che è ordinata secondo il numero aureo.

L’affermazione “come in alto così in basso”, che acquisiva l’universalità delle relazioni geometriche, in quanto naturali, prende ora valenza scientifica moderna.

Gli altari vedici erano costruiti secondo l’accrescimento con invarianza della forma ed Euclide trasferì quel metodo allo gnomone. In tempi recenti Mandelbrot ha attualizzato questo metodo con la teoria dei frattali, la quale è alla base di una visione ologrammatica dell’universo.

“L’autosimilarità e l’invarianza di scala dei loro modelli geometrici, frammentati, chiamati frattali – scrivono Ervin Laszlo e Juede Currivan a proposito dei sistemi complessi – sono anche la base degli ologrammi”. [i]

Il simbolo, pertanto, nasconde segreti che possono essere trovati o ri-trovati a livelli successivi di approfondimento.

La Simbologia è la scienza dei segreti che possono essere trovati o ritrovati.

Per trovare o ri-trovare è necessario cercare sempre più in profondità (Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem), fino a raggiungere l’essenza, ossia l’altro dell’evidenza.

Cercare è portare alla luce i significati occulti. In questo senso la Natura è la “luce degli uomini” (prologo del Vangelo di Giovanni), in quanto scavare nelle sue profondità è portare alla luce dell’esistenza ciò che è occultato nel fondamento (arché) dell’essenza.

Charles Sanders Peirce, uno dei più grandi semiologi contemporanei, scrive che i simboli crescono, si diffondono, guidano le azioni degli uomini e la scoperta dell’esistente.

“Noi pensiamo – scrive Pierce – solo attraverso segni. Questi segni mentali hanno una natura composita: la loro parte simbolica è fatta di concetti. Se un uomo costituisce un simbolo nuovo, lo fa attraverso pensieri che coinvolgono concetti: così, è solo da altri simboli che un nuovo simbolo può svilupparsi. Omne symbolum de symbolo. Una volta in essere un simbolo si diffonde tra le persone; nell’uso e nell’esperienza il suo significato cresce e si sviluppa”. [ii]

Il simbolo, tra i molti significati assunti, ha quello originario e fondamentale di unificazione e di evidenza di un sistema relazionale.

I simboli sono carichi di significati (tradizione) e sono caricati di significati (attualizzazione), ossia veicolano informazione semantica, la cui qualità cambia in rapporto all’evoluzione del simbolo e alla relazione che il simbolo ha con l’evoluzione della nostra conoscenza. In questo senso un simbolo è vivo, in quanto è informazione semantica (ossia significante) ed è vivificato in quanto entra in relazione con la nostra conoscenza.

Un esempio per tutti. Il concetto di realtà è profondamente cambiato in ragione del procedere della conoscenza. Le “cose” sono eventi” che emergono da un “campo” e gli eventi sono “insiemi relazionali” la cui persistenza dipende dal mantenimento del loro ordine. La nostra comprensione del valore semantico dell’insieme simbolico che ci giunge dalla mitologia egizia della collina primordiale che emerge dal Nun è oggi profondamente diversa da quella dei nostri simili che non avevano nozioni di fisica quantistica, così come lo è quella del motto “Ordo ab chao”.

L’universo, secondo le più recenti teorie fisiche, appare intrecciato di energie e di informazioni semantiche, provenienti da un campo primordiale informativo, così che l’informazione semantica sta per essere considerata più fondamentale della materia, dell’energia, dello spazio e del tempo. Possiamo, così, ipotizzare, come hanno fatto gli antichi e come ci ha trasferito la Tradizione, ma con strumenti conoscitivi nuovi, una Mente cosmica, un Principio principiante, un fondamento informativo semantico, un’arché.

L’essere umano ha scavato e trovato pietre preziose e le ha riportate alla luce, ma la conoscenza ha ancora molo da fare. C’è ancora molto da scavare. Ci sono molti segreti da trovare o da ri-trovare. Ci sono molte perle ancora da portare alla luce.

Panta rei, tutto fluisce. La condizione di chi ama la conoscenza è abitare l’incertezza.

Per chi anela alle certezze sono a disposizione le ideologie e le religioni, con i loro punti esclamativi.

La via iniziatica è un punto di domanda, perché frequenta i segreti.

Silvano Danesi

[i] Ervin Laszlo, Jude Currivan, Cosmos, Macro Edizioni

[ii] Charles. S. Peirce, La logica degli eventi, Spirali

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