Il cinguettio di Macron e l’Europa di Malraux

Il presidente francese Emmanuel Macron, in un discorso al Parlamento europeo, ha asserito che per far sì che si rafforzi l’Europa unita è necessaria “l’autorità della democrazia e non la democrazia autoritaria”.

Parole ben dette e che mettono a nudo una realtà dell’Unione che è proprio quella che Macron dice di non volere, ossia quella di un’Europa governata da una democrazia autoritaria. Meglio: da una finta democrazia, che è di fatto un autoritarismo dietro al quale si muovono i burattinai della grande finanza e della burocrazia.

Va da sé che una democrazia è il potere del demos, che è il popolo, mentre l’attuale “demos” dell’Unione è un insieme di poteri finanziari e burocratici.

Di fronte a questo Leviatano, quello di Macron, appare come un cinguettio, non certo un ruggito.

Se avesse voluto ruggire avrebbe invocato quell’Europa, come entità politica unitaria, pensata all’indomani della seconda guerra mondiale al fine di chiudere una lunga serie di guerre civili tra i popoli europei.

Prima di giungere alla formulazione dei Trattati di Roma, alcuni uomini come Andrè Malraux, Helmuth James von Moltke, Joseph Retinger e Winston Churchill, pensarono agli Stati Uniti d’Europa come soluzione stabile di pace e di prosperità per il continente uscito massacrato dai conflitti.

André_Malraux,_1974,_photo41

Quella emersa dai trattati e concretizzatasi nella realtà è un’Europa ben distante dall’idea originaria, che era molto simile al modello statunitense.

Nel suo discorso alla Sorbona, nell’ottobre del 2017, Macron ha emesso altri cinguettii, invocando la necessità di una sicurezza comune, di una difesa comune, complementare a quella della Nato, di un’intelligence comune, di una procura europea contro la criminalità organizzata, di un controllo delle frontiere, di una politica estera europea, di una politica agricola comune, di un nuovo modello produttivo e tecnologico.

“L’essenza del progetto – aveva detto Macron alla Sorbona – è la democrazia” e la democrazia (Macron dovrebbe saperlo) è basata sul potere del popolo, sulla sua sovranità.

E’ vero, come dice Macron nel suo discorso alla Sorbona, che “tutte le sfide che ci attendono […] sono delle sfide mondiali davanti alle quali una nazione che si richiude in se stessa non può fare che poche cose”, ma è altrettanto vero, come dice ancora Macron, che “esiste una sovranità europea da costruire”.

Questa sovranità non si costruisce alimentando il burosauro, non si costruisce sulle banche e sulla moneta, ma sulla democrazia reale, ossia dando ai popoli europei, finalmente, la possibilità di esercitare la propria sovranità in un’Europa che sia quella a cui pensavano Andrè Malraux, Helmuth James von Moltke, Joseph Retinger e Winston Churchill: gli Stati Uniti d’Europa.

André_Malraux,_1974,_photo41

Il resto è cinguettio che nasconde la volontà di costruire assi privilegiati e di alimentare un centralismo burocratico che l’Europa, prima o poi, la farà crollare.

Silvano Danesi

 

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