MACRON, I MASSONI E I GESUITI

Renato Farina, sul quotidiano Libero (27 giugno 2018), commentando l’incontro tra il presidente francese Emanuel Macron e Papa Francesco scrive: “Ha accettato il titolo di Canonico di san Giovanni in Laterano, un onore che toccava ai re di Francia, e che, con Charles De Gaulle, è diventato un privilegio anche per i presidenti della Repubblica d’Oltralpe. Ma i laici Pompidou, Mitterand e persino Hollande hanno rifiutato”.

Il giornalista poi ci rende edotti del fatto che Macron ha studiato dai gesuiti, in un istituto dove insegnava la professoressa Brigitte, poi diventata sua moglie.

Macron ha studiato dai gesuiti, il papa, ovviamente anche, visto che gesuita è, e Farina ci ricorda che i gesuiti adottano il metodo del dico e non dico e che chi li ha frequentati si porta dietro “l’odore particolarissimo di quei corridoi”.

Farina sostiene poi che il papismo di Macron non sarebbe stato gradito ai “suoi protettori massoni”, i quali “lo hanno punto con il compasso e picchiato con la squadra”, in quanto l’aver accettato il titolo di Canonico di san Giovanni in Laterano è “un’offesa alla laïcité”.

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Non è dato sapere se Emanuel Macron sia o non sia massone. Difficile immaginare che segua gli orientamenti di Rue Cadet, considerato che il Grande Oriente di Francia è tradizionalmente laico e spostato a sinistra. Suo mentore è stato Jaques Attalì, che Gioele Magaldi, autore di un documentato saggio, ritiene sia affiliato alla superloggia internazionale reazionaria «Three Eyes», fondata da Henry Kissinger, 95 anni, ex segretario di Stato Usa, che ne è tuttora il numero uno.

Sia come sia, resta il fatto che pare assai difficile pensare ci sia un filo diretto tra Macron e il Grande Oriente di Francia.

Più interessante ed evidente il filo con la Compagnia di Gesù, dove il giovane si è formato e dove insegnava la sua consorte. E la Compagnia di Gesù non è nuova a mettere le mani sulla Massoneria e a alleanze con i despoti illuminati.

La Compagnia di Gesù è nata con il mondo moderno, quando il pensiero filosofico e scientifico ha fondato la sua autonomia. In questo si è subito differenziata dai grandi ordini medievali: francescani, carmelitani, domenicani.

La Compagnia di Gesù è intervenuta sin dai suoi primi passi nella politica e nella realtà sociale, con alterne vicende, e alterne alleanze: dall’assolutismo monarchico e reazionario austriaco all’assolutismo dispotico dei monarchi illuministi.

Non è un caso che i Gesuiti siano stati cacciati da Venezia nel 1606, dalla Boemia nel 1618, da Napoli e dai Paesi Bassi nel 1676, dalla Francia nel 1764, dalla Spagna nel 1767, dal Portogallo nel 1769, da Roma e da tutta la cristianità nel 1773 (lo scioglimento dell’ordine è dovuto alla Lettera apostolica Dominus ac Redemptor del 21 luglio 1773 di Clemente XIV).

I gesuiti, cacciati da Francia, Spagna, Portogallo, Regno di Napoli, sopravvissero protetti da re illuministi come Federico II di Prussia, che si giovò della loro collaborazione nelle regioni da lui dipendenti e abitate da popolazioni cattoliche e come Caterina II di Russia, ossia da un re protestante e da una regina ortodossa.

Autori di esperimenti di comunismo paternalistico, attuati con le Riduzioni in Paraguay, Argentina, Brasile e Bolivia, i gesuiti ebbero il plauso degli illuministi.

Dei gesuiti è proverbiale la sibillinità, che sfocia nella più esecrabile doppiezza. Nel Compendium, ad esempio, alla domanda: “Si domanda a che cosa è obbligato un uomo che ha giurato in modo fittizio e per ingannare?”. La risposta è quantomeno inquietante: “Egli non è obbligato a nulla in virtù di religione, poichè egli non ha prestato un vero giuramento. Nullameno è obbligato dalla giustizia a mentanere ciò che ha giurato in un modo fittizio e per ingannare”. In aggiunta potremmo citare la seguente affermazione, sempre tratta dal Compendium: “In ogni promessa fatta con giuramento, anche in via assoluta, vi sono certe condizioni tacite, come per esempio: se lo potrò; salvo il diritto e l’autorità superiore; purché le cose restino moralmente nel medesimo stato”.

Insomma, fidarsi di un giuramento, stando alla logica gesuitica, è perfettamente inutile.

Ed è con questi signori che nel ‘700 si sono alleati despoti illuminati come Federico II di Prussia e Caterina II di Russia. Ed è con questi signori che si allea Macron.

Federico II, a cui saranno attribuite impropriamente le Costituzioni del Rito Scozzese Antico ed Accettato, fu un despota illuminato.

Federico II di Prussia, despota illuminato, che si avvale dei gesuiti è l’evidente attestazione della capacità della Compagnia di Gesù di intessere rapporti con gli ambienti più vari e di essere instrumentim regni.

Il confronto tra la Chiesa riformata e quella della Controriforma ebbe nella Compagnia di Gesù, fondata nel 1540 da Ignazio di Loyola, la sua milizia scelta, capace di una vasta controffensiva grazie alla sua organizzazione rigidamente disciplinata, ma anche alla sua duttilità, alla sua cultura e alla sua conoscenza del mondo. I Gesuiti, secondo molti autori che si sono occupati della storia dei movimenti esoterici e della Massoneria, furono all’origine di alcune sette esoteriche e massoniche. Senza arrivare alla tesi di Madame Blavatski, che accusa i riti massonici di gesuitismo, va comunque considerato che, come sostiene, ad esempio, Paul Sédir, storico del movimento rosacrociano, per combattere più efficacemente il movimento latomistico fiorente nel XVIII secolo e condannato da due papi nel 1738 e nel 1751, la Compagnia di Gesù ebbe l’idea di fondare in diverse località ordini massonici sotto la sua direzione.[1]

Della diretta derivazione gesuitica della Stretta Osservanza[2] è convinto un autore massonico come il Farina, per il quale von Hund fu “in buona o in mala fede, la lunga mano dei Gesuiti: costoro, mentre in Europa la lotta contro l’ordine aveva raggiunto i massimi sviluppi, tanto che qua e là erano stati persino soppressi, entrarono con ogni mezzo nella Libera Muratoria, dando origine ad una quantità di sistemi”.[3]

Silvano Danesi

 

[1]I richiami alle tesi di Madame Blavatski e di Paul Sédir in Paul Ernold – Storia dei Rosacroce – Bompiani – 1989

[2]La Stretta Osservanza è un’obbedienza, sviluppatasi in Germania, che lega le origini della Massoneria all’Ordine del Templari, soppresso nel 1314 da Clemente VErrore. Il segnalibro non è definito. e da Filippo il Bello.Errore. Il segnalibro non è definito. I Templari, secondo l’interpretazione della Stretta Osservanza, sarebbero stati gli eredi dei segreti degli Esseni e quindi delle sapienze più antiche (caldea, zoroastriana, vedica) e la Massoneria, essendo di derivazione templare, sarebbe a sua volta erede dei segreti più antichi e più arcani.

[3] Salvatore Farina – Gli emblemi araldici della Libera Muratoria – Atanor – Roma

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