PAPA FRANCESCO SULLA “VIA DELLA SETA” E DELLA RELIGIONE MONDIALE –

Il papa cattolico e il papa geopolitico – Benedetto XVI e la tradizione – Francesco

Nella storia della Chiesa Cattolica Apostolica Romana la compresenza di due papi non è una novità. Al tempo di Bernardo di Chiaravalle, per fare un esempio, a Roma c’era Anacleto e nella Champagne Innocenzo II. Bernardo decise per Innocenzo II e Anacleto uscì dalla serie ufficiale dei papi da consegnare alla storia.

La situazione odierna, tuttavia, è assolutamente inedita, in quanto c’è un papa, Benedetto XVI, non regnante, che non ha rinunciato al munus, e un papa regnante, Francesco. Inoltre i due papi hanno due linee di pensiero totalmente diverse. Benedetto XVI, fine intellettuale, teologo tra i maggiori della storia della Chiesa, è il papa della tradizione. Francesco è un papa mondialista e relativista, il cui pensiero è vicino a quello del globalismo proprio delle élite del pensiero unico.

La prova della distanza abissale tra i due papi è nel documento sulla fratellanza firmato da Francesco con il Grande Imam di Al-Azhar.

Il 3-5 febbraio 2019, Papa Francesco ha compiuto un viaggio apostolico negli Emirati Arabi Uniti e dall’incontro con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al Tayyeb, è scaturito un documento, firmato dal papa e dal Grande Imam in data 4 febbraio dal titolo: “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e per la convivenza comune”, dove, nella prefazione, è scritto che “il credente è chiamato ad esprimere questa fratellanza umana”.

Nel documento si afferma che la fratellanza umana “abbraccia tutti gli uomini, li unisce e li rende uguali” e, subito dopo, che la libertà è un dono “che Dio ha donato a tutti gli esseri umani, creandoli liberi e distinguendoli con essa”.

Il documento chiede poi ai leader mondiali della politica e dell’economia, nonché agli intellettuali, di impegnarsi per la cultura della tolleranza, della convivenza, della pace, per porre fine al degrado ambientale e per riscoprire i valori della giustizia, del bene, della bellezza, della fratellanza e della convivenza comune. Si riafferma inoltre l’essenzialità della famiglia “quale nucleo fondamentale della società e dell’umanità”.

Fin qui niente di nuovo sotto il sole. Di appelli di questo genere e di questa genericità se ne sono visti molti.

Come non condividere, senza bisogno di essere credenti o, comunque, credenti nel dio di questa o di quella religione, l’anelito alla pace, alla giustizia, al bene, alla bellezza e alla fratellanza?

In merito al documento, il giudizio del vaticanista Aldo Maria Valli è tranciante: “È il linguaggio globalista standard, che possiamo ritrovare nei discorsi del papa come dei dirigenti delle Nazioni Unite, di Bill Gates come di Hillary Clinton.”[i] Non solo. Aldo Maria Valli giudica l’evento denominato “Economia di Francesco”, ad Assisi, “base per la nuova dottrina sociale ed economica mondiale, le cui linee si trovano in Evangelii gaudium e nella Laudato si’: “ un modello economico nuovo”, come si dice nella presentazione dell’evento di Assisi, ma nel quale di nuovo sembra esserci ben poco visto che appare come una versione riveduta del vecchio egualitarismo di matrice marxista, con una spruzzata di ecologismo.”[ii]

La linea di Francesco sembra essere, pertanto, non solo poco originale, ma in sintonia con il globalismo propugnato dalle élite finanziarie e con il pensiero unico del politicamente corretto di matrice laicista e relativista.

Ad un certo punto del documento si legge che “il primo e più importante obbiettivo delle religioni è quello di credere in Dio, di onorarlo e di chiamare tutti gli uomini a credere che questo universo dipende da un Dio che lo governa, è il Creatore che ci ha plasmati con la Sua Sapienza divina e ci ha concesso il dono della vita per custodirlo”.

Qui comincia a restringersi il campo, in quanto non tutte le religioni hanno la stessa idea dell’origine del tutto e il concetto di un Dio Creatore non è universalmente condiviso.

Tuttavia il punto essenziale sul quale è necessario appuntare la riflessione sta nel paragrafo nel quale si afferma: “La libertà è un diritto di ogni persona: ciascuno gode della libertà di credo, di pensiero, di espressione e di azione. Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi. Per questo si condanna il fatto di costringere la gente ad aderire a una certa religione o a una certa cultura, come pure di imporre uno stile di civiltà che gli altri non accettano”.

La domanda che sorge spontanea è come possa il Dio dei cattolici, che si è incarnato in Cristo, avere sapientemente voluto la pluralità delle religioni. Come è possibile che un papa cattolico sottoscriva un documento dove si parla di un Dio generico senza che vi sia alcun accenno a Cristo, che è il fondamento stesso del cristianesimo? Senza Cristo non c’è cristianesimo, non c’è Chiesa, non c’è papa.

“Non è neppure il caso di aggiungere – scrive Aldo Maria Valli – che in tutti questi documenti e in tutte queste iniziative globaliste il nome di Gesù Cristo non compare mai. Perché non deve comparire. Se l’obiettivo è arrivare a una nuova religione mondiale, che ingloba tutto, Gesù diviene un ostacolo, e dunque va tolto di mezzo.”[iii]

Monsignor Nicola Bux, nell’intervista contenuta nel libro di Valli, in proposito afferma: “Giovanni Paolo II nel 2000 volle dare una risposta con la dichiarazione Dominus Iesus sull’unicità e l’universalità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa, affidata all’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Joseph Ratzinger. Vi si afferma che le visioni relativistiche, secondo le quali tutte le religioni sono valide vie di salvezza, non possono essere accettate. Resta dunque valida la pretesa cristiana di essere la religio vera, in cui metafisica e storia si sono rapportate ed è avvenuta la sintesi tra ragione, fede e vita.”[iv]

Sempre nel libro di Valli, il cardinale Gerhard Müller scrive: “L’epitome della fede di tutti i cristiani risiede nella confessione della Santissima Trinità. Siamo diventati discepoli di Gesù, figli e amici di Dio, attraverso il battesimo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. La differenza delle tre persone nell’unità divina (254) segna una differenza fondamentale nella fede in Dio e nell’immagine dell’uomo rispetto alle altre religioni. Riconosciuto Gesù Cristo, i fantasmi scompaiono. Egli è vero Dio e vero uomo, incarnato nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Il Verbo fatto carne, il Figlio di Dio è l’unico Salvatore del mondo (679) e l’unico mediatore tra Dio e gli uomini (846). Per questo, la prima lettera di Giovanni si riferisce a colui che nega la sua divinità come all’anticristo (1Gv 2,22), poiché Gesù Cristo, Figlio di Dio, dall’eternità è un unico essere con Dio, suo Padre (663)”.[v]

Nelle parola di Müller compare l’Anticristo, una figura evocata anche nel libro intervista di Peter Seewald a Benedetto XVI: “La mia vita”.

Domanda di Peter Seewald: «Una frase dell’omelia sull’inizio del suo pontificato è stata particolarmente ricordata: ”Pregate per me che io non fugga davanti ai lupi”. Prevedeva tutto quello che le sarebbe successo?»

Risposta di Benedetto XVI: «Qui devo dire che il raggio di percezione di ciò che un Papa può temere è troppo piccolo. Naturalmente, questioni come ”Vatileaks” sono fastidiose e, soprattutto, incomprensibili per le persone in tutto il mondo ed estremamente dirompenti. Ma la vera minaccia per la Chiesa e quindi per il servizio petrino non sta in queste cose, ma nella dittatura mondiale di ideologie apparentemente umanistiche, contraddicendo le quali si resta esclusi da consenso sociale di fondo. Cento anni fa qualcuno avrebbe pensato che fosse assurdo parlare di matrimonio omosessuale. Oggi coloro che si oppongono a questo sono socialmente scomunicati. Lo stesso vale per l’aborto e la produzione di persone in laboratorio. La società moderna è in procinto di formulare un credo anticristiano e se uno vi si oppone viene colpito dalla scomunica. La paura di questo potere spirituale dell’Anticristo è quindi fin troppo naturale e ci vuole davvero l’aiuto della preghiera della Chiesa universale per resistere».

Ora, la “dittatura mondiale di ideologie apparentemente umanistiche” non può che far pensare al Filantropo di Soloviev e a un percorso, come quello di Francesco, che a queste ideologie in gran parte si accosta.

Ed ecco che la frattura appare in tutta la sua evidenza.

Da una parte il papa della tradizione cristiana, Benedetto XVI; dall’altra il papa che, accostandosi alle ideologie apparentemente umanistiche, favorisce l’avvento di una generica religione mondiale che nega il cristianesimo.

Diventa, in questo contesto, comprensibile la linea filocinese di Francesco, non solo perché soddisfa la versione riveduta del vecchio egualitarismo marxista, ma perché in una sopravveniente religione mondiale, dove scompare la figura del Cristo, è possibile che la religione cattolica sia sottoposta al placet e al controllo di un regime nazionalcomunista totalitario.

Alla linea filocinese di Francesco è perfettamente sintonica quella filo Unione Europea a trazione tedesca, considerato che la Germania è il più importante interlocutore europeo della Cina e si è posta come general contractor per conto dei paesi UE.

La presa di posizione della Conferenza episcopale europea a favore del Recovery fund è un segno inequivocabile della politicizzazione della Chiesa, trasformata nel partito di Bergoglio. Un partito che tiene in ostaggio anche le posizioni geopolitiche e geostrategiche dell’Italia e che è subordinato alla linea della Germania, che è il primo partner commerciale della Cina e ha 5 mila aziende nella terra del Dragone.

La Chiesa cattolica ha avuto stretti rapporti con il potere, sin dal tempo della sua legittimazione costantiniana; ha conosciuto un dibattito interno senza esclusione di colpi, con condanne di eretici e di eresie; ha vissuto scismi, ma mai ha visto presentarsi il problema che, per giocare un ruolo nel mondo, dovesse eliminare il suo fondamento: Cristo, per stemperarsi in una religione mondiale, negando se stessa e trasformandosi in un partito globalista, dai toni vetero-marxisti, conditi con una spruzzata di ecologismo, ma di fatto in linea con le élite finanziarie mondiali. 

© Silvano Danesi


[i] Aldo Maria Valli. “Non avrai altro Dio.” Chorabooks, 2020.

[ii] Aldo Maria Valli. “Non avrai altro Dio.” Chorabooks, 2020.

[iii] Aldo Maria Valli. “Non avrai altro Dio.” Chorabooks, 2020.

[iv] Aldo Maria Valli. “Non avrai altro Dio.” Chorabooks, 2020.

[v] Aldo Maria Valli. “Non avrai altro Dio.” Chorabooks, 2020.

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