L’umanità estinta in un mondo di robot senza anima e spirito

 

18450Uno studio “della Oxford University del 2013 –scrive Alan Friedman – ha previsto che nei prossimi dieci o venti anni una percentuale di posti di lavoro che si aggira intorno al 47 per cento potrebbe essere rimpiazzata da robot o dall’automazione in America. La gran parte degli esperti concorda: sarà la tecnologia, non il commercio, a eliminare il più alto numero di lavori negli Stati Uniti e in tutto il mondo occidentale”. [1]

Il fenomeno  interesserà sia la manifattura, sia i servizi.

Sarebbe interessante chiedere ai globalisti cosa ne faremo delle masse di immigrati, che il nuovo feudalesimo finanziario sta portando in Europa come riserva di manodopera a basso costo, quando arriverà l’esercito dei robot.

La scellerata politica del partito di Davos mostra tutta la sua pericolosità carica di progressive tensioni sociali.

Tuttavia il problema non si ferma al tema della disoccupazione di massa.

In un libro profetico, scritto all’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso,  dal titolo: “Il Telaio incantato … e l’Evoluzione Creò l’Intelligenza”, Robert Jastrow, scienziato e fondatore dell’Istituto Godard della Nasa, dopo aver scritto che oggi l’uomo rappresenta il culmine della Creazione sulla Terra, afferma. “Che cosa tiene in serbo il futuro per questo straordinario animale? Probabilmente si estinguerà, come l’australopiteco prima di lui; più del 90% di tutte le forme di vita apparse sulla Terra si sono, infatti, estinte. Oppure sopravvivrà immutato nel lontano futuro, fossile vivente al pari dell’ostrica”.

Chi sostituirà il Sapiens Sapiens, così sapiente da creare il proprio annientamento? L’intelligenza artificiale.

“L’era della vita basata sulla chimica del carbonio – scrive Jastrow – sta volgendo al termine sulla Terra, e sta avanzando una nuova era di vita basata sul silicio, indistruttibile, immortale, infinitamente espandibile”. [2]

L’uomo collaborerà con i robot, ma questa “collaborazione non durerà a lungo”. Poi, l’intelligenza artificiale avrà il sopravvento.

Che fare allora? Si chiede Jastrow? Staccare la spina? Possibile?

Probabilmente l’essere umano tenterà la carta dell’immortalità materiale: “Rifugiatosi nel calcolatore, il cervello umano si è finalmente liberato dalla fragilità e dall mortalità della carne. Collegato a telecamere, strumenti e comandi di motori, il cervello vede, sente e reagisce a stimoli esterni. Ha in mano il controllo del proprio destino. La macchina è il suo corpo; esso è la mente della macchina. L’unione fra mente e macchina ha creato una nuova forma di esistenza […]. Ospitata in strutture indistruttibili di silicio, non più limitata negli anni dal ciclo di vita e di morte di un organismo biologico, una vita di questo tipo potrebbe durare per sempre”. [3]

E Lo Spirito? L’Anima?, i Sentimenti?, l’Amore?, il “Rapporto Umano”?. Cosa ne sarà di tutte quelle relazioni che oggi si chiamano amicizia, amore, eros, sesso, e via discorrendo? Tutto ferrovecchio da rottamare. Nell’algida struttura mentale al silicio tutto questo non conta nulla.

Vuoi vedere che qualche Cupola formata da intelligenti “Illuminati”, eredi di quello gnosticismo che suddivide il mondo tra ilici, (corporei), psichici (mentali) e pneumatici (spirituali), ha pensato bene di cestinare gli ilici e gli spirituali, per dare il comando del mondo solo ai mentali, trasferiti nei banchi di memoria e nei circuiti dell’intelligenza artificiale, in un delirio di onnipotenza dove l’uomo mente-macchina, finalmente creatore di sé stesso, oltre ogni regola naturale, può ergersi, avendo perso la sua umanità, a Signore dell’Olimpo?

A preparare il terreno per l’ideologia del trasferimento è il pensiero unico, l’idea dell’uomo neutro senza padre né madre, nato in provetta o in uteri in affitto, senza patria e senza famiglia, sempre meno legato alla terra, agli antenati, alle tradizioni e alla Tradizione, oggi perfetto consumatore e domani perfetto consumato.

Il mondialismo all’opera vuole cancellare ogni identità: sessuale, nazionale, culturale, linguistica. L’essere umano senza confini perderà il suo confine non attraverso un processo volontario e consapevole di corporificazione dello spirito e di spiritualizzazione del corpo, ma mediante la sua estinzione in quanto essere umano.

Forse, se la profezia di Jastrow ha qualche senso, nella tripartizione suggerita dallo gnosticismo, è giunta l’ora dell’alleanza tra gli ilici e gli spirituali, per combattere la battaglia della salvaguardia dell’Umanità contro il delirio di onnipotenza della mente.

Le istituzioni iniziatiche che si richiamano alla Tradizione non possono rimanere indifferenti. Soprattutto non possono rimanere indifferenti coloro che le guidano, avendo accettato sin dall’esordio del loro percorso iniziatico, di avere doveri nei confronti di sé stessi, della Patria (il luogo degli avi) e dell’Umanità. Tradire questi doveri è il più grave dei tradimenti.

Silvano Danesi

[1] Alan Friedman, Questa non è l’America, Newton Compton Editori

[2] Robert Jastrow, Il Telaio incantato … e l’Evoluzione Creò l’Intelligenza, Arnaldo Mondadori Editore

[3] Robert Jastrow, Il Telaio incantato … e l’Evoluzione Creò l’Intelligenza, Arnaldo Mondadori Editore

 

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