Ordo ab Chao o Maat im As Fet

ORDO AB CHAO – MAAT IM AS FET

Ordo ab chaoMatta im As Fet

“Ordo ab Chao”, il motto che campeggia sullo stemma del Rito Scozzese Antico e Accettato, se tradotto in concetti dell’antico Egitto, potrebbe risultare “Maat im As Fet”, ossia ordine dal disordine.

Nella mentalità egizia, Maat legava tutte le cose in una unità indistruttibile: l’universo, il mondo naturale, lo Stato e gli individui erano visti come tasselli di un ordine superiore generato da Maat.

“L’idea di un ordine cosmico retto da leggi matematiche – scrive Boris De Rachewiltz – fu chiaramente percepita dagli antichi Egiziani sin dalle più remote ere della loro storia”.[1]

Nei Testi delle Piramidi, dalla collina sorta dall’oceano del Nun, il Demiurgo Ra si manifesta “dopo aver messo Maat là ove prima era il Caos”. [2] E il Caos è As Fet (Isfet).

Maat è figlia di Ra, ma il padre non può vivere senza la figlia: la potenza demiurgica è limitata e ordinata da leggi matematiche. Thot, patrono delle scienze esatte, figura come suo sposo, anzi più precisamente, fecondatore di Maat. “Maat racchiude infatti i significato di «ordine», «verità», «giustizia»”. [3]

Maat era assimilata alla dea Seshat, che presiedeva la scrittura, le misurazioni e l’architettura, dea della quale ho trattato nella relazione al convegno dal titolo: “L’Egitto dei Neter”.

Intesa come ordine della natura e della società, sia nel mondo terreno sia nell’aldilà, Maat fece la sua comparsa nell’Antico Regno, e precisamente nei testi della piramide di Unis (ca. 2375 a.C. – 2345 a.C.), grande faraone della V dinastia egizia.

Il termine Maat riappare in copto, in babilonese e in greco.

In greco la radice Ma, Math, Met entra nella composizione di vocaboli contenenti le idee di ragione, disciplina, scienza, istruzione, giusta misura, e in latino il termine materia indica ciò che può essere misurato.

Le radici greche *ma *mat *met entrano in vocaboli contenenti l’idea della ragione e della misura:

mathema= disciplina, scienza, da cui matematica;

mathesis= imparare, disciplina;

matheteu= intuisco;

metro=misuro;

metrema=la misura;

metrios=misurato, di giusta misura;

materia=ciò che può essere misurato.

Anche le radici indoeuropee esprimono gli stessi concetti.

“Tutto ciò che esiste al mondo – scrive Franco Rendich – ha un limite e una misura. Per rappresentare la nozione gli indoeuropei scelsero il suono della consonante M e con essa nacquero i principali termini legati alla nozione di «limite»; «misura»: «determinazione dei limiti»; «madre»: «colei che si occupa dei limiti dell’esistenza»”. [4]

La radice verbale mā è composta da: [ā] determinare [m] il limite.[5]

All’inizio del Papiro di Rhind si trova questa affermazione: “Il calcolo accurato è la porta d’accesso alla conoscenza di tutte le cose e agli oscuri misteri”.

Matta im As Fet

“La conoscenza della verità – scrive Boris de Rachewiltz a proposito di Maat – poggia su basi matematiche, le stesse che ritroviamo nell’ordinamento cosmico. Non vi può essere verità o giustizia in senso assoluto se non promanante da questo ordine superiore ed inviolabile. Donde, l’equivalenza in egiziano dei tre termini «verità», «giustizia», «ordine»”. [6] “Ra creatore e le leggi matematiche che reggono l’universo – aggiunge Boris de Rachewiltz – sono strettamente uniti e i limiti dell’onnipotenza demiurgica sono stabiliti appunto da tali leggi. Simbolo geometrico di queste idee di ordine è il rettangolo da cui sorge la testa della dea che delimita anche il cosiddetto «Lago della Verità»”. [7]

Nella composizione geroglifica del vocabolo Maat appare il simbolo del cubito, lo strumento di misura lineare degli antichi egizi, un concreto concetto matematico immediatamente reso astratto nel senso di ordine, verità, giustizia.

Maat è anche il fondamento del concetto di bene, concepito come ordine e armonia.

Per gli Egiziani, scrive Frankfurt, “gli dèi vivono di Maat: è ciò significa che le forze immanenti della natura agiscono in armonia con l’ordine del creato”. [8]

“Fare il bene – scrive Boris de Rachewiltz – equivaleva a trovarsi in armonia con la Natura e la rottura di questa armonia, col conseguente ritorno al Caos, corrispondeva al male […] Poiché il male era una violenza di leggi matematiche, ne conseguiva automaticamente  la creazione di una forza necessitante, capace di riequilibrare l’ordine turbato: ad una «colpa» conseguiva inderogabilmente un «castigo»”. [9]

A Maat era dedicato un culto giornaliero amministrato dallo stesso Faraone, al quale competeva di istituire l’ordine celeste sulla terra.

Matta im As Fet

Scrive Boris de Rachewiltz:  “Un’espressione che getta luce sulle concezioni morali degli antichi Egiziani è: «Non ho mangiato il mio cuore” impiegata nel capitolo CXXX del Libro dei Morti e indicante, come osservato da Erman, la inutilità del pentimento. La «colpa» ed il «peccato», come si è visto, erano considerati come la volontaria rottura di un equilibrio derivante dalle leggi divine. Lo squilibrio che ne derivava prescindeva, per essere compensato, dal senso di pentimento considerato non solo inutile, ma anche dannoso. L’Egiziano sapeva che, compiendo il male, avrebbe dovuto pagare in proporzione, data l’infallibilità della bilancia divina”. [10]

Siamo in presenza di un determinismo matematico: “Il bene porta il bene, il male porta il male”, ossia, in termini della fisica e della biologia attuali, il lavoro neghentropico è bene, in quanto mantiene la stabilità dinamica e l’equilibrio tra i campi che costituiscono l’«evento» essere umano, mentre lasciare spazio all’entropia è male, in quanto porta alla stasi e alla morte.

Al concetto di emersione di un evento si collega quello di ordine e di mantenimento dello stesso, al fine di conseguire la stabilità. Una stabilità dinamica, che consente il mantenimento dell’ordine, al quale è preposto il lavoro neghentropico, ossia quel lavoro che consente ad un evento di permanere. La stabilità è il mantenimento della forma. L’equilibrio è il mantenimento del rapporto tra la forma e gli altri campi. L’equilibrio è armonia.

I concetti, presenti nelle moderne teorie fisiche e biologiche, trovano un corrispettivo evidente in quelli dell’antico Egitto.

Si conferma così quanto è scritto nel Rituale di 2°Grado dell’Ordine massonico, nel quale si legge: “L’Architettura ebbe la sua culla in Egitto, paese originario della Libera Muratoria”.

E si conferma anche quanto è scritto nel Rituale del 4° Grado (primo del Rito Scozzese Antico ed Accettato), si legge: “Qui si manifesta la saggezza della Massoneria; essa è la sola che agisca sui suoi adepti con una lunga serie di iniziazioni secondo il procedimento dei sacerdoti dell’’Egitto, di cui riconosce l’insegnamento come il punto di partenza. Questo procedimento fu anche quello delle grandi Scuole filosofiche dell’antichità. Fu quello delle valenti Corporazioni di Maestri d’Arte che durante il Medio Evo conservarono nel mistero delle loro Logge la libertà di pensiero, allora impossibile a praticarsi pubblicamente”. Sempre nel Rituale del 4° Grado si legge, a proposito della Massoneria: “Quale sia il suo nome e i suoi rappresentanti, è certo che la sua origine si trova in Egitto….”.

Matta im As Fet

Ordo ab Chao, ossia “Maat im As Fet”, è una legge cosmica ed è anche, alla luce delle più recenti acquisizioni della fisica e della biologia, una legge che presiede alla stabilità dinamica del vivente, inteso come «evento» e come organismo auto-organizzativo, che mantiene la sua permanenza con l’armonia dei campi che in esso interagiscono e con un lavoro neghentropico.

Come direbbero i Francesi: “Tout se tient”. E poiché tout se tient, il nostro lavoro di restauro della Ritualità acquista ogni giorno sempre maggiore evidenza e pregnanza.

Silvano Danesi

Brescia, 27.12.2017

[1] Boris De Rachewiltz, Egitto magico religioso, Ed, Terra di Mezzo

[2] Boris De Rachewiltz, Egitto magico religioso, Ed, Terra di Mezzo

[3] Boris De Rachewiltz, Egitto magico religioso, Ed, Terra di Mezzo

[4] Franco Rendich, L’origine delle lingue indoeuropee, Palombi editore

[5] Franco Rendich, L’origine delle lingue indoeuropee, Palombi editore

[6] Boris De Rachewiltz, Egitto magico religioso, Ed, Terra di Mezzo

[7] Boris De Rachewiltz, Egitto magico religioso, Ed, Terra di Mezzo

[8] H.Frankfurt citato in Boris De Rachewiltz, Egitto magico religioso, Ed, Terra di Mezzo

[9] Boris De Rachewiltz, Egitto magico religioso, Ed, Terra di Mezzo

[10] Boris De Rachewiltz, Egitto magico religioso, Ed, Terra di Mezzo

 

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